Nel 1517, la pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero sulla porta della chiesa di Wittenberg provocò una svolta radicale nel cristianesimo europeo, mettendo in discussione le indulgenze e l'autorità papale e accendendo il dibattito sulla salvezza per sola fede.
Il movimento si diffuse rapidamente: figure come Ulrico Zuingli a Zurigo e Giovanni Calvino a Ginevra svilupparono quadri teologici distinti, enfatizzando l'autorità delle Scritture e una riforma della governance ecclesiastica.
I sovrani adottarono le idee della Riforma per affermare l'indipendenza da Roma, dando origine a chiese di stato in Germania, Scandinavia e Inghilterra sotto Enrico VIII—ciascuna plasmando tradizioni regionali di culto e liturgia.
Le guerre di religione, dalla Guerra di Smalcalda alla Guerra dei Trent'anni, evidenziarono il profondo intreccio tra fede e politica. La Pace di Westfalia (1648) riconobbe infine il pluralismo religioso e gettò le basi degli stati nazionali moderni.
Traducendo la Bibbia nelle lingue vernacolari e promuovendo l'alfabetizzazione, i riformatori democratizzarono l'accesso alle Scritture, trasformando la devozione personale e preparando il terreno per movimenti successivi come il puritanesimo e il pietismo.