Filemone - Capitolo 1 - Giovanni Diodati Bibbia
- PAOLO, prigione di Gesù Cristo, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto, e compagno d’opera;
- ed alla diletta Appia, e ad Archippo, nostro compagno di milizia, ed alla chiesa che è in casa tua;
- grazia a voi e pace, da Dio Padre nostro, e dal Signor Gesù Cristo.
- Io rendo grazie all’Iddio mio, facendo sempre di te memoria nelle mie orazioni;
- udendo la tua carità, e la fede che tu hai inverso il Signore Gesù, e inverso tutti i santi;
- acciocchè la comunione della tua fede sia efficace, col far riconoscere tutto il bene che è in voi, inverso Cristo Gesù.
- Perciocchè noi abbiamo grande allegrezza e consolazione della tua carità; poichè le viscere dei santi siano state per te ricreate, fratello
- PERCIÒ, benchè io abbia molta libertà in Cristo, di comandarti ciò che è del dovere;
- pur nondimeno, più tosto ti prego per carità così come sono, Paolo, vecchio, ed al presente ancora prigione di Gesù Cristo;
- ti prego, dico, per lo mio figliuolo Onesimo, il quale io ho generato ne’ miei legami.
- Il quale già ti fu disutile, ma ora è utile a te ed a me.
- Il quale io ho rimandato; or tu accoglilo, cioè, le mie viscere.
- Io lo voleva ritenere appresso di me, acciocchè in vece tua mi ministrasse nei legami dell’evangelo;
- ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere; acciocchè il tuo beneficio non fosse come per necessità, ma di spontanea volontà.
- Perciocchè, forse per questa cagione egli si è dipartito da te per un breve tempo, acciocchè tu lo ricoveri in perpetuo;
- non più come servo, ma da più di servo, come caro fratello, a me sommamente; ora, quanto più a te, ed in carne, e nel Signore?
- Se dunque tu mi tieni per consorte, accoglilo come me stesso.
- Che se ti ha fatto alcun torto, o ti deve cosa alcuna, scrivilo a mia ragione.
- Io Paolo ho scritto questo di man propria, io lo pagherò, per non dirti che tu mi devi più di ciò, cioè te stesso.
- Deh! fratello, fammi pro in ciò nel Signore; ricrea le mie viscere nel Signore.
- Io ti ho scritto, confidandomi della tua ubbidienza, sapendo che tu farai eziandio sopra ciò che io dico.
- OR apparecchiami insieme ancora albergo; perciocchè io spero che per le vostre orazioni vi sarò donato.
- Epafra, prigione meco in Cristo Gesù,
- e Marco, ed Aristarco, e Dema, e Luca, miei compagni d’opera, ti salutano.
- La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con lo spirito vostro. Amen