Testamenti

Genesi - Capitolo 11 - Giovanni Diodati Bibbia

  1. OR tutta la terra era d’una favella e di un linguaggio.
  2. Ed avvenne che, partendosi gli uomini di Oriente, trovarono una pianura nel paese di Sinear, e quivi si posarono.
  3. E dissero l’uno all’altro: Or su, facciamo de’ mattoni, e cociamoli col fuoco. I mattoni adunque furono loro in vece di pietre, e il bitume in vece di malta.
  4. Poi dissero: Or su, edifichiamoci una città, ed una torre, la cui sommità giunga fino al cielo, ed acquistiamoci fama; che talora noi non siamo dispersi sopra la faccia di tutta la terra
  5. E il Signore discese, per veder la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano.
  6. E il Signore disse: Ecco un medesimo popolo, ed essi tutti hanno un medesimo linguaggio, e questo è il cominciamento del lor lavoro, ed ora tutto ciò che hanno disegnato di fare, non sarà loro divietato.
  7. Or su, scendiamo e confondiamo ivi la lor favella; acciocchè l’uno non intenda la favella dell’altro.
  8. E il Signore li disperse di là sopra la faccia di tutta la terra; ed essi cessarono di edificar la città.
  9. Perciò essa fu nominata Babilonia; perciocchè il Signore confuse quivi la favella di tutta la terra, e disperse coloro di là sopra la faccia di tutta la terra
  10. QUESTE sono le generazioni di Sem: Sem, essendo d’età di cent’anni, generò Arfacsad, due anni dopo il diluvio.
  11. E Sem, dopo ch’ebbe generato Arfacsad, visse cinquecent’anni, e generò figliuoli e figliuole.
  12. Ed Arfacsad, essendo vivuto trentacinque anni, generò Sela.
  13. Ed Arfacsad, dopo ch’egli ebbe generato Sela, visse quattrocentotre anni, e generò figliuoli e figliuole.
  14. E Sela, essendo vivuto trent’anni, generò Eber.
  15. E Sela, dopo ch’ebbe generato Eber, visse quattrocentotre anni, e generò figliuoli e figliuole.
  16. Ed Eber, essendo vivuto trentaquattr’anni, generò Peleg.
  17. Ed Eber, dopo ch’ebbe generato Peleg, visse quattrocentrenta anni, e generò figliuoli e figliuole.
  18. E Peleg, essendo vivuto trent’anni, generò Reu.
  19. E Peleg, dopo ch’ebbe generato Reu, visse dugennove anni, e generò figliuoli e figliuole.
  20. E Reu, essendo vivuto trentadue anni, generò Serug.
  21. E Reu, dopo che ebbe generato Serug, visse dugensette anni, e generò figliuoli e figliuole.
  22. E Serug, essendo vivuto trent’anni, generò Nahor.
  23. E Serug, dopo che ebbe generato Nahor, visse dugent’anni, e generò figliuoli e figliuole.
  24. E Nahor, essendo vivuto ventinove anni, generò Tare.
  25. E Nahor, dopo ch’ebbe generato Tare, visse cendiciannove anni, e generò figliuoli e figliuole.
  26. E Tare, essendo vivuto settant’anni, generò Abramo, Nahor, e Haran
  27. E queste sono le generazioni di Tare: Tare generò Abramo, Nahor e Haran; e Haran generò Lot.
  28. Or Haran morì in presenza di Tare suo padre, nel suo natio paese, in Ur de’ Caldei.
  29. Ed Abramo e Nahor si presero delle mogli; il nome della moglie di Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Nahor, Milca, la quale era figliuola di Haran, padre di Milca e d’Isca.
  30. Or Sarai era sterile, e non avea figliuoli.
  31. E Tare prese Abramo suo figliuolo, e Lot figliuol del suo figliuolo, cioè di Haran, e Sarai sua nuora, moglie di Abramo suo figliuolo; ed essi uscirono con loro fuori d’Ur de’ Caldei, per andar nel paese di Canaan; e, giunti fino in Charan, dimorarono quivi.
  32. E il tempo della vita di Tare fu dugentocinque anni; poi morì in Charan