Lamentazioni - Capitolo 3 - Giovanni Diodati Bibbia
- IO son l’uomo che ha veduta afflizione, Per la verga dell’indegnazion del Signore.
- Egli mi ha condotto, e fatto camminar nelle tenebre, E non nella luce.
- Certo, egli mi ritorna addosso, E rivolge la sua mano contro a me tuttodì.
- Egli ha fatta invecchiar la mia carne, e la mia pelle; Egli mi ha fiaccate le ossa.
- Egli ha fatti degli edificii contro a me, E mi ha intorniato di tosco e di affanno.
- Egli mi ha fatto dimorare in luoghi tenebrosi, A guisa di quelli che son morti già da lungo tempo.
- Egli mi ha assiepato d’ogn’intorno, sì che non posso uscire; Egli ha aggravati i miei ceppi.
- Eziandio quando grido e sclamo, Egli chiude il passo alla mia orazione,
- Egli ha chiuse le mie vie di pietre conce a scarpello, Ha rinvolti i miei sentieri.
- Egli mi è stato un orso all’agguato, Un leone ne’ suoi nascondimenti.
- Egli ha traviate le mie vie, Mi ha tagliato a pezzi, mi ha renduto desolato.
- Egli ha teso l’arco suo, E mi ha posto come un bersaglio incontro alle saette.
- Egli mi ha fitti nelle reni Gli strali del suo turcasso.
- Io sono in derisione a tutti i popoli, E son la lor canzone tuttodì.
- Egli mi ha saziato di amaritudini, Mi ha inebbriato di assenzio.
- Egli mi ha stritolati i denti con della ghiaia, Mi ha voltolato nella cenere.
- E tu hai allontanata l’anima mia dalla pace, Ed io ho dimenticato il bene.
- E ho detto: Il Signore ha fatta perire la mia forza, E la mia speranza.
- Ricordati della mia afflizione, E del mio esilio; del tosco e dell’assenzio.
- L’anima mia se ne ricorda del continuo, E se ne abbatte in me
- Questo mi torna alla mente, Perciò spererò ancora.
- Se non siamo stati del tutto consumati, È per le benignità del Signore; Perciocchè le sue misericordi non son venute meno;
- Si rinnovano ogni mattina; La tua lealtà è grande.
- Il Signore è la mia parte, ha detto l’anima mia; Perciò spererò in lui.
- Il Signore è buono a quelli che l’aspettano, All’anima che lo ricerca.
- Buona cosa è di aspettare in silenzio La salute del Signore.
- Buona cosa è all’uomo di portare il giogo Nella sua giovanezza.
- Sieda egli pur solitario, ed in silenzio, Se Dio gliel’ha imposto!
- Metta pur la sua bocca nella polvere! Forse, ci sarà ancora speranza;
- Porga pur la guancia a chi lo percuote; Si sazi pur di vituperio!
- Poichè il Signore non rigetta in perpetuo;
- Anzi, se affligge, ha altresì compassione, Secondo la moltitudine delle sue benignità.
- Perciocchè s’egli affligge, E addolora i figliuoli degli uomini, Non lo fa volentieri.
- Mentre altri trita sotto i suoi piedi Tutti i prigioni della terra;
- Mentre altri pervertisce la ragion dell’uomo, Nel cospetto dell’Altissimo;
- Mentre altri fa torto all’uomo nella sua lite; Il Signore nol vede egli?
- Chi è colui che abbia detta qualche cosa, e quella sia avvenuta, Che il Signore non l’abbia comandata?
- Non procedono i mali ed i beni Dalla bocca dell’Altissimo?
- Perchè si rammarica l’uomo vivente? Perchè si rammarica l’uomo della pena del suo peccato?
- Esaminiamo le nostre vie, E ricerchiamole e convertiamoci al Signore.
- Alziamo i nostri cuori, e le palme delle mani, A Dio ne’ cieli, dicendo:
- Noi abbiam misfatto, e siamo stati ribelli; E tu non hai perdonato.
- Tu ci hai coperti d’ira, e ci hai perseguitati; Tu hai ucciso e non hai risparmiato.
- Tu hai distesa una nuvola intorno a te, Acciocchè l’orazione non passasse.
- Tu ci hai fatti essere spazzature, Ed abbominio, per mezzo i popoli.
- Tutti i nostri nemici hanno aperta la bocca contro a noi.
- Noi siamo incorsi in ispavento, ed in fossa; In desolazione, ed in fiaccamento.
- L’occhio mio cola in rivi d’acque, Per lo fiaccamento della figliuola del mio popolo.
- L’occhio mio stilla, senza posa, E non ha alcuna requie;
- Finchè il Signore non riguarda, E non vede dal cielo.
- L’occhio mio affanna l’anima mia, Per tutte le figliuole della mia città.
- Quelli che senza cagione, mi son nemici, Mi han cacciato del continuo, come un uccelletto;
- Hanno troncata la vita mia, e l’hanno messa nella fossa; Ed hanno gettate delle pietre sopra me.
- Le acque mi hanno inondato fin sopra il capo; Io ho detto: Io son riciso
- Io ho invocato il tuo Nome, o Signore, Dalla fossa de’ luoghi bassissimi.
- Tu hai udita la mia voce; Non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, ed al mio grido.
- Tu ti sei accostato al giorno che io ti ho invocato; Tu hai detto: Non temere.
- O Signore, tu hai dibattute le querele dell’anima mia; Tu hai riscossa la vita mia.
- O Signore, tu vedi il torto che mi è fatto; Giudica la mia causa.
- Tu vedi tutte le lor vendette, Tutti i lor pensieri contro a me.
- Tu odi, Signore, i loro obbrobri, Tutte le lor macchinazioni contro a me;
- Le parole di quelli che mi si levano incontro, Ed i ragionamenti che tengono contro a me tuttodì.
- Riguarda, quando si seggono, e quando si levano; Io sono la lor canzone.
- O Signore, rendi loro la retribuzione, Secondo le opere delle lor mani.
- Da’ loro ingombramento di cuore, La tua maledizione.
- Perseguili in ira, E disperdili di sotto al cielo del Signore