Testamenti

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Giona - Capitolo 2 - Riveduta

  1. (
  2. :
  3. ) E Giona pregò l’Eterno, il suo Dio, nel ventre del pesce, e disse:
  4. (
  5. :
  6. ) Io ho gridato all’Eterno dal fondo della mia distretta, ed egli m’ha risposto; dalle viscere del soggiorno dei morti ho gridato, e tu hai udito la mia voce.
  7. (
  8. :
  9. ) Tu m’hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato e tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi son passati sopra.
  10. (
  11. :
  12. ) E io dicevo: Io son cacciato via lungi dal tuo sguardo! Come vedrei io ancora il tuo tempio santo?
  13. (
  14. :
  15. ) Le acque m’hanno attorniato fino all’anima; l’abisso m’ha avvolto; le alghe mi si son attorcigliate al capo.
  16. (
  17. :
  18. ) Io son disceso fino alle radici dei monti; la terra con le sue sbarre mi ha rinchiuso per sempre; ma tu hai fatto risalir la mia vita dalla fossa, o Eterno, Dio mio!
  19. (
  20. :
  21. ) Quando l’anima mia veniva meno in me, io mi son ricordato dell’Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo.
  22. (
  23. :
  24. ) Quelli che onorano le vanità bugiarde abbandonano la fonte della loro grazia;
  25. (
  26. :
  27. ) ma io t’offrirò sacrifizi, con canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza appartiene all’Eterno.
  28. (
  29. :
  30. ) E l’Eterno diè l’ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sull’asciutto.