Cantico dei Cantici - Capitolo 6 - La Nuova Diodati 1991
Dovè andato il tuo diletto, o la piú bella fra le donne? Dove si è recato il tuo diletto, perché lo possiamo cercare con te?
Il mio diletto è sceso nel suo giardino, nelle aiuole di balsamo a pascolare il gregge nei giardini e a cogliere gigli.
Io sono del mio diletto, e il mio diletto è mio; egli pascola il gregge fra i gigli.
Amica mia, tu sei bella come Tirtsah, leggiadra come Gerusalemme, tremenda come un esercito a bandiere spiegate.
Distogli da me i tuoi occhi, perché mi turbano. I tuoi capelli sono come un gregge di capre, che pascolano sul monte Galaad.
I tuoi denti sono come un gregge di pecore, che tornano dal lavatoio, tutte hanno gemelli e nessuna di esse è sterile,
Le tue tempie dietro al tuo velo sono come uno spicchio di melagrana.
Ci sono sessanta regine e ottanta concubine, e fanciulle senza numero.
Ma la mia colomba, la mia perfetta, è unica; è lunica di sua madre, la prescelta di colei che lha partorita. Le fanciulle lhanno vista e lhanno proclamata beata, sí, anche le regine e le concubine, e lhanno lodata.
Chi è costei che appare come lalba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate?
Io sono discesa nel giardino dei noci per vedere le piante verdeggianti della valle, per vedere se le viti erano in fiore e i melograni mettevano le gemme.
Non so come, ma il mio desiderio mi ha posta sui carri del mio nobile popolo.
Ritorna, ritorna, o Shulammita, ritorna, ritorna, perché possiamo ammirarti. Che cosa vedete nella Shulammita? Come una danza a due schiere?