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Ecclesiaste - Capitolo 5 - La Nuova Diodati 1991

  1. (
  2. :
  3. ) Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di DIO: avvicinati per ascoltare piuttosto che per offrire il sacrificio degli stolti, i quali non sanno neppure di far male.
  4. (
  5. :
  6. ) Non essere precipitoso con la tua bocca, e il tuo cuore non si affretti a proferire alcuna parola davanti a DIO, perché DIO è in cielo e tu sulla terra, perciò le tue parole siano poche.
  7. (
  8. :
  9. ) Poiché con le molte occupazioni vengono i sogni, e con le molte parole la voce dello stolto.
  10. (
  11. :
  12. ) Quando hai fatto un voto a DIO non indugiare ad adempierlo, perché egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto.
  13. (
  14. :
  15. ) E’ meglio non fare voti, che farli e poi non adempierli.
  16. (
  17. :
  18. ) Non lasciare che la tua bocca porti il tuo corpo a peccare, e non dire davanti al messaggero di Dio: »E’ stato uno sbaglio«. Perché dovrebbe DIO adirarsi per le tue parole e distruggere l’opera delle tue mani?
  19. (
  20. :
  21. ) Poiché nei molti sogni e nelle molte parole c’è vanità; ma tu temi DIO,
  22. (
  23. :
  24. ) Se nella provincia vedi l’oppressione del povero e la perversione violenta del diritto e della giustizia, non meravigliarti della cosa; poiché sopra un’alta autorità ne veglia una piú alta, e sopra di loro, delle autorità ancora piú alte.
  25. (
  26. :
  27. ) La terra ha piú vantaggi di ogni altra cosa, e il re stesso è servito dal campo.
  28. (
  29. :
  30. ) Chi ama il denaro non si sazia di denaro, e chi ama le ricchezze non ne trae profitto. Anche questo è vanità.
  31. (
  32. :
  33. ) Quando crescono i beni, aumentano anche quelli che li divorano; e quale vantaggio ne hanno i proprietari, se non di vederli con i loro occhi?
  34. (
  35. :
  36. ) Dolce è il sonno del lavoratore, sia che mangi poco o molto; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.
  37. (
  38. :
  39. ) C’è un altro deplorevole male che ho visto sotto il sole: ricchezze conservate per il loro proprietario a suo danno.
  40. (
  41. :
  42. ) Quelle ricchezze vanno perdute per un cattivo affare, e cosí nelle mani del figlio che ha generato non resta piú nulla.
  43. (
  44. :
  45. ) Com’era uscito dal grembo di sua madre, cosí nudo tornerà per andare com’era venuto, senza prendere nulla dalla sua fatica che possa portare via con sé.
  46. (
  47. :
  48. ) Anche questo è un male deplorevole: che se ne vada esattamente come era venuto; e quale vantaggio ne ha dall’aver faticato per il vento?
  49. (
  50. :
  51. ) Inoltre egli mangia tutti i giorni della sua vita nelle tenebre, e ha molte afflizioni, infermità e crucci.
  52. (
  53. :
  54. ) Ecco ciò che ho compreso: è bene e opportuno per l’uomo mangiare, bere e godere del bene di tutta la fatica che compie sotto il sole, tutti i giorni di vita che DIO gli dà, perché questa è la sua parte.
  55. (
  56. :
  57. ) Ogni uomo a cui DIO concede ricchezze e beni e a cui dà pure di poterne godere di prendere la propria parte e di gioire della sua fatica, questo è dono di DIO.
  58. (
  59. :
  60. ) Egli infatti non ricorderà molto i giorni della sua vita, perché DIO gli risponde mediante la gioia del suo cuore.