Testamenti

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Giona - Capitolo 2 - La Nuova Diodati 1991

  1. (
  2. :
  3. ) Allora Giona pregò l’Eterno, il suo DIO, dal ventre del pesce e disse:
  4. (
  5. :
  6. ) »Nella mia sventura ho gridato all’Eterno ed egli mi ha risposto dal grembo dello Sceol, ho gridato e tu hai udito la mia voce.
  7. (
  8. :
  9. ) Mi hai gettato in un luogo profondo, nel cuore dei mari, la corrente mi ha circondato e tutti i tuoi flutti e le tue onde mi sono passati sopra.
  10. (
  11. :
  12. ) Allora ho detto: Sono stato scacciato dalla tua presenza. Eppure guarderò ancora verso il tuo santo tempio.
  13. (
  14. :
  15. ) Le acque mi hanno circondato fino all’anima, l’abisso mi ha avvolto, le alghe si sono avvolte intorno al mio capo.
  16. (
  17. :
  18. ) Sono disceso fino alle fondamenta dei monti, la terra chiuse le sue sbarre dietro a me per sempre, ma tu hai fatto risalire la mia vita dalla fossa, o Eterno, mio DIO.
  19. (
  20. :
  21. ) Quando la mia anima veniva meno dentro di me, mi sono ricordato dell’Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo santo tempio.
  22. (
  23. :
  24. ) Quelli che riguardano alle vanità bugiarde abbandonano la fonte stessa della loro grazia.
  25. (
  26. :
  27. ) Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici a e adempirò i voti che ho fatto. La salvezza, appartiene all’Eterno«.
  28. (
  29. :
  30. ) Allora l’Eterno parlò al pesce e il pesce vomitò Giona sull’asciutto.