Testamenti

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Giudici - Capitolo 17 - La Nuova Diodati 1991

  1. Or c’era un uomo nella regione montuosa di Efraim, che si chiamava Mikah.
  2. Egli disse a sua madre: »I millecento sicli d’argento che ti sono stati presi e riguardo ai quali hai pronunziato una maledizione, che ho udito con le mie stesse orecchie, ecco, li ho io; quel denaro l’avevo preso io«. Sua madre disse: »Benedetto sia mio figlio dall’Eterno!«.
  3. Così egli restituirà a sua madre i millecento sicli d’argento, e sua madre disse: »lo consacro interamente di mano mia quest’argento all’Eterno per mio figlio, per fame un’immagine scolpita e un’immagine di getto; perciò ora te lo rendo«.
  4. Dopo che egli ebbe restituito l’argento a sua madre, sua madre prese duecento sicli d’argento e li diede al fonditore, il quale ne fece un’immagine scolpita e un’immagine di metallo fuso; ed esse furono poste nella casa di Mikah.
  5. Così quest’uomo, Mikah, ebbe una casa di dèi; fece un efod e una casa di idoli e consacrò uno dei suoi figli che gli fece da sacerdote.
  6. In quel tempo non c’era re in Israele; ognuno faceva ciò che sembrava giusto ai suoi occhi.
  7. Or c’era un giovane di Betlemme di Giuda, della famiglia di Giuda il quale era un Levita e risiedeva in quel luogo come forestiero.
  8. Quest’uomo partì dalla città di Betlemme di Giuda, per stabilirsi ovunque potesse trovare un posto; cammin facendo giunse nella regione montuosa di Efraim, alla casa di Mikah.
  9. Mikah gli chiese: »Da dove vieni?«. Quello gli rispose: »Sono un Levita di Betlemme di Giuda e sto cercando un luogo dove possa stabilirmi«.
  10. Mikah gli disse: »Rimani con me, e sii per me padre e sacerdote; ti darò dieci sicli d’argento all’anno, un corredo di vestiti e il vitto«. Allora il Levita entrò.
  11. Così il Levita acconsentì a stare con quell’uomo, che trattò il giovane come uno dei suoi figli.
  12. Mikah consacrò il Levita; il giovane gli fece da sacerdote e si stabilì in casa di Mikah.
  13. Poi Mikah disse: »Ora so che l’Eterno mi farà del bene, perché ho un Levita che mi fa da sacerdote«.