Lamentazioni - Capitolo 5 - La Nuova Diodati 1991
- Ricordati, Eterno, di quanto ci è accaduto, guarda e vedi il nostro obbrobrio.
- La nostra eredità è passata a stranieri, le nostre case a estranei.
- Noi siamo diventati orfani, senza padre, le nostre madri sono come vedove.
- Dobbiamo pagare per lacqua che beviamo, la nostra legna labbiamo solo a pagamento.
- Siamo inseguiti con un giogo sul collo, siamo esausti e non abbiamo alcun riposo.
- Abbiamo teso la mano allEgitto e allAssiria, per saziarci di pane.
- I nostri padri hanno peccato e non sono piú, e noi portiamo la punizione delle loro iniquità.
- Schiavi dominano su di noi, nessuno può liberarci dalle loro mani.
- Ci procuriamo il pane a rischio della nostra vita, davanti alla spada del deserto.
- La nostra pelle si è riscaldata come un forno per lardore della fame.
- Hanno violentato le donne in Sion, le vergini nelle città di Giuda.
- I capi sono stati impiccati dalle loro mani, la persona dei vecchi non è stata rispettata.
- I giovani sono stati messi a macinare, i ragazzi sono caduti sotto il carico delle legna.
- I vecchi hanno smesso di radunarsi alla porta, i giovani hanno smesso di suonare i loro strumenti.
- La gioia dei nostri cuori è venuta meno, la nostra danza si è mutata in lutto.
- La corona è caduta dal nostro capo; guai a noi, perché abbiamo peccato!
- Per questo si è ammalato il nostro cuore, per queste cose si sono oscurati i nostri occhi:
- per il monte di Sion che è desolato, e vi scorazzano le volpi.
- Ma tu, o Eterno, rimani per sempre, e il tuo trono di generazione in generazione.
- Perché ci dimenticheresti per sempre e ci abbandoneresti per un lungo tempo?
- Facci ritornare a te, o Eterno, e noi ritorneremo; ristabilisci i nostri giorni come In passato.
- Ci hai forse interamente rigettati o sei tu grandemente adirato contro di noi?