Testamenti

Matteo - Capitolo 25 - La Nuova Diodati 1991

  1. »Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono fuori incontro allo sposo.
  2. Or cinque di loro erano avvedute e cinque stolte.
  3. Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé l’olio;
  4. le avvedute, invece, insieme alle lampade, presero anche l’olio nei loro vasi.
  5. Ora, siccome lo sposo tardava si assopirono tutte e si addormentarono.
  6. E sulla mezzanotte si levò un grido: »Ecco, arriva lo sposo, uscitegli incontro!«
  7. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
  8. E le stolte dissero alle avvedute: »Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade stanno per spegnersi«.
  9. Ma le avvedute, rispondendo. dissero: »No, perché non basterebbe né a noi né a voi; andate piuttosto dai venditori e compratene«.
  10. Ora, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; le vergini che erano pronte entrarono con lui per le nozze; e la porta fu chiusa.
  11. Piú tardi giunsero anche le altre vergini, dicendo: »Signore, signore, aprici«.
  12. Ma egli, rispondendo, disse: »in verità vi dico che non vi conosco«
  13. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà«.
  14. »Inoltre il regno dei cieli è simile a un uomo che, partendo per un viaggio chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni.
  15. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e subito partí.
  16. Ora colui che aveva ricevuto i cinque talenti, andò e trafficò con essi e ne guadagnò altri cinque.
  17. Similmente anche quello dei due ne guadagnò altri due.
  18. Ma colui che ne aveva ricevuto uno andò, fece una buca in terra e nascose il denaro del suo signore.
  19. Ora, dopo molto tempo, ritornò il signore di quei servi e fece i conti con loro.
  20. E colui che aveva ricevuto i cinque talenti si fece avanti e ne presentò altri cinque, dicendo: »Signore, tu mi affidasti cinque talenti, ecco, con quelli ne ho guadagnati altri cinque
  21. E il suo signore gli disse: »Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore«.
  22. Poi venne anche colui che aveva ricevuto i due talenti e disse: »Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, con quelli ne ho guadagnati altri due«.
  23. Il suo signore gli disse: »Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore«.
  24. Infine venne anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: »Signore, io sapevo bene che tu sei un uomo aspro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
  25. perciò ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; ecco te lo restituisco"
  26. E il suo signore rispondendo, gli disse: »Malvagio e indolente servo, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
  27. tu avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cosí, al mio ritorno, l’avrei riscosso con l’interesse.
  28. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti.
  29. Poiché a chiunque ha, sarà dato e sovrabbonderà, ma a chi non ha gli sarà tolto anche quello che ha.
  30. E gettate questo servo inutile nelle tenebre di fuori. Lí sarà il pianto e lo stridor di denti«.
  31. »Ora, quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria.
  32. E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri.
  33. E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
  34. Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: »Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.
  35. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste,
  36. fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi".
  37. Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: »Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere?
  38. E quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? O ignudo e ti abbiamo rivestito?
  39. E quando ti abbiamo visto infermo, o in prigione e siamo venuti a visitarti?"
  40. E il Re, rispondendo, dirà loro: »in verità vi dico: tutte le volte che l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me«.
  41. Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: »Andate via da me maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
  42. Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere
  43. fui forestiero e non mi accoglieste, ignudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste".
  44. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: »Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?«.
  45. Allora egli risponderà loro dicendo: »in verità vi dico: tutte le volte che non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me
  46. E questi andranno nelle pene eterne e i giusti nella vita eterna«,