Testamenti

Genesi - Capitolo 32 - La Nuova Diodati 1991

  1. Mentre Giacobbe continuava il suo cammino, gli si fecero incontro degli angeli di DIO.
  2. Come Giacobbe li vide, disse: »Questo è l’accampamento di DIO«; e pose nome a quel luogo Mahanaim.
  3. Poi Giacobbe mandò davanti a sé alcuni messaggeri al fratello Esaú, nel paese di Seir, nella campagna di Edom.
  4. E diede loro quest’ordine dicendo: »Direte così ad Esaú, mio signore: »Così dice il tuo servo Giacobbe: »Io ho soggiornato presso Labano e vi sono rimasto finora;
  5. ho buoi, asini, greggi, servi e serve; e lo mando a dire al mio signore, per trovare grazia ai tuoi occhi"«.
  6. I messaggeri tornarono quindi da Giacobbe, dicendo: »Siamo andati da tuo fratello Esaú; ed ora sta venendo egli stesso ad incontrarti e ha con lui quattrocento uomini«.
  7. Allora Giacobbe fu preso da una grande paura ed angoscia e divise in due schiere la gente che era con lui, le greggi, gli armenti e i cammelli, e disse:
  8. Se Esaú viene contro una delle schiere e l’attacca, la schiera che rimane potrà mettersi in salvo«.
  9. Poi Giacobbe disse: O DIO di mio padre Abrahamo, DIO di mio padre Isacco, o Eterno, che mi dicesti: »Torna al tuo paese e al tuo parentado e ti farò del bene«,
  10. io non sono degno di tutte le benignità e di tutta la fedeltà che hai usato col tuo servo, poiché io passai questo Giordano solamente col mio bastone e ora son divenuto due schiere.
  11. Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello, dalle mani di Esaú, perché io ho paura di lui e temo che egli venga ad attaccarmi, non risparmiando né madri né bambini.
  12. E tu dicesti: »Certo, io ti farò del bene e farò diventare la tua discendenza come la sabbia del mare, che non si può contare tanto è numerosa««.
  13. Così Giacobbe passò in quel luogo la notte; e da ciò che gli veniva sottomano egli scelse un dono per suo fratello Esaú:
  14. duecento capre e venti becchi, duecento pecore e venti montoni,
  15. trenta cammelle allattanti con i loro piccoli, quaranta mucche e dieci tori, venti asine e dieci puledri.
  16. Poi li consegnò ai suoi servi, ogni gregge per conto suo, e disse ai suoi servi: »Passate davanti a me e lasciate un certo spazio fra un gregge e l’altro«.
  17. E ordinò al primo: »Quando mio fratello Esaú ti incontrerà e ti chiederà: »Di chi sei tu e dove vai? A chi appartengono questi animali davanti a te?«,
  18. tu risponderai: »Appartengono al tuo servo Giacobbe; è un dono inviato al mio signore Esaú; ed ecco, egli stesso viene dietro di noi««.
  19. Egli diede lo stesso ordine al secondo, al terzo e a tutti quelli che seguivano le greggi, dicendo: »In questo modo parlerete a Esaú quando lo incontrerete;
  20. e direte: »Ecco, il tuo servo Giacobbe sta venendo egli stesso dietro di noi««. Perché diceva: »Io lo placherò col dono che mi precede e dopo vedrò la sua faccia; forse mi farà buona accoglienza«.
  21. Così il dono andò davanti a lui, ma egli passò la notte nell’accampamento.
  22. Or quella notte si alzò, prese le sue due mogli, le sue due serve, i suoi undici figli, e attraversò il guado di Jabbok.
  23. Li prese e fece loro passare il torrente, e lo fece passare a tutto quello che possedeva.
  24. Così Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntar dell’alba.
  25. Quando quest’uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la cavità dell’anca; e la cavità dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui.
  26. E quegli disse: »Lasciami andare, perché sta spuntando l’alba«. Ma Giacobbe disse: »Non ti lascerò andare, se non mi avrai prima benedetto!«.
  27. L’altro gli disse: »Qual è il tuo nome?«. Egli rispose: »Giacobbe«.
  28. Allora quegli disse: »Il tuo nome non sarà piú Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con DIO e con gli uomini, ed hai vinto«.
  29. Giacobbe gli disse: »Ti prego, dimmi il tuo nome«. Ma quello rispose: »Perché chiedi il mio nome?«.
  30. E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: »Ho visto Dio faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata«.
  31. Come egli ebbe passato Peniel, il sole si levava; e Giacobbe zoppicava all’anca.
  32. Per questo, fino al giorno d’oggi, i figli d’Israele non mangiano il tendine della coscia che passa per la cavità dell’anca, perché quell’uomo aveva toccato la cavità dell’anca di Giacobbe, al punto del tendine della coscia.