Giobbe - Capitolo 20 - Giovanni Diodati Bibbia
- E SOFAR Naamatita rispose, e disse:
- Perciò i miei pensamenti m’incitano a rispondere, E perciò questa mia fretta è in me.
- Io ho udita la mia vituperosa riprensione; Ma lo spirito mio mi spinge a rispondere del mio intendimento.
- Non sai tu questo, che è stato d’ogni tempo, Da che l’uomo fu posto sopra la terra;
- Che il trionfo degli empi è di breve durata, E che la letizia dell’ipocrita è sol per un momento?
- Avvegnachè la sua altezza salisse fino al cielo, E il suo capo giungesse infino alle nuvole;
- Pur perirà egli in perpetuo, come lo sterco suo; Quelli che l’avranno veduto, diranno: Ove è egli?
- Egli se ne volerà via come un sogno, e non sarà più ritrovato, E si dileguerà come una visione notturna.
- L’occhio che l’avrà veduto nol vedrà più, E il suo luogo nol mirerà più
- I suoi figliuoli procacceranno il favor de’ poveri, E le sue mani restituiranno quel ch’egli avrà rapito per violenza.
- Le sue ossa saranno ripiene degli eccessi della sua gioventù, I quali giaceranno con lui in su la polvere.
- Se il male gli è stato dolce nella bocca, Se egli l’ha nascosto sotto la sua lingua;
- Se l’ha riserbato, e non l’ha gittato fuori; Anzi l’ha ritenuto in mezzo del suo palato;
- Il suo cibo gli si cangerà nelle sue viscere, E diverrà veleno d’aspido nelle sue interiora.
- Egli avrà trangugiate le ricchezze, ma egli le vomiterà; Iddio gliele caccerà fuor del ventre.
- Egli avrà succiato il veleno dell’aspido, La lingua della vipera l’ucciderà.
- Egli non vedrà i ruscelli, I fiumi, i torrenti del miele e del burro.
- Egli renderà ciò che con fatica avrà acquistato, e non l’inghiottirà; Pari alla potenza sua sarà il suo mutamento, e non ne goderà.
- Perciocchè egli ha oppressato altrui, egli lascerà dietro a sè de’ bisognosi; Perciocchè egli ha rapita la casa altrui, egli non edificherà la sua.
- Perciocchè egli non ha mai sentito riposo nel suo ventre, Non potrà salvar nulla delle sue più care cose.
- Nulla gli rimarrà da mangiare, E però egli non avrà più speranza ne’ suoi beni.
- Quando egli sarà ripieno a sufficienza, allora sarà distretto; Tutte le mani de’ miseri gli verranno contra
- Quando egli sarà per empiersi il ventre, Iddio gli manderà addosso l’ardore della sua ira, E la farà piovere sopra lui, e sopra il suo cibo.
- Quando egli fuggirà dalle armi di ferro, Un arco di rame lo trafiggerà.
- Come prima la saetta sarà tratta fuori, La punta gli passerà per mezzo il fiele, Dopo esser uscita del suo turcasso; Spaventi gli saranno addosso.
- Tutte le tenebre saran nascoste ne’ suoi nascondimenti; Un fuoco non soffiato lo divorerà; Chi sopravviverà nel suo tabernacolo, capiterà male.
- I cieli scopriranno la sua iniquità, E la terra si leverà contro a lui.
- La rendita della sua casa sarà trasportata ad altri; Ogni cosa sua scorrerà via, nel giorno dell’ira di esso,
- Questa è la parte assegnata da Dio all’uomo empio, E l’eredità ch’egli riceve da Dio per le sue parole