Giobbe - Capitolo 40 - Giovanni Diodati Bibbia
- Poi il Signore parlò a Giobbe, e disse:
- Colui che litiga con l’Onnipotente lo correggerà egli? Colui che arguisce Iddio risponda a questo.
- E Giobbe rispose al Signore, e disse:
- Ecco, io sono avvilito; che ti risponderei io? Io metto la mia mano in su la bocca.
- Io ho parlato una volta, ma non replicherò più; Anzi due, ma non continuerò più
- E il Signore parlò di nuovo a Giobbe dal turbo, e disse:
- Cingiti ora i lombi, come un valente uomo; Io ti farò delle domande, e tu insegnami.
- Annullerai tu pure il mio giudicio, E mi condannerai tu per giustificarti?
- Hai tu un braccio simile a quel di Dio? O tuoni tu con la voce come egli?
- Adornati pur di magnificenza e di altezza; E vestiti di maestà e di gloria.
- Spandi i furori dell’ira tua, E riguarda ogni altiero, ed abbassalo;
- Riguarda ogni altiero, ed atterralo; E trita gli empi, e spronfondali;
- Nascondili tutti nella polvere, E tura loro la faccia in grotte;
- Allora anch’io ti darò questa lode, Che la tua destra ti può salvare
- Ecco l’ippopotamo, il quale io ho fatto teco; Egli mangia l’erba come il bue.
- Ecco, la sua forza è ne’ lombi, E la sua possa nei muscoli del suo ventre.
- Egli rizza la sua coda come un cedro; Ed i nervi delle sue coscie sono intralciati.
- Le sue ossa son come sbarre di rame, Come mazze di ferro.
- Egli è la principale delle opere di Dio; Sol colui che l’ha fatto può accostargli la sua spada.
- Perchè i monti gli producono il pasco, Tutte le bestie della campagna vi scherzano.
- Egli giace sotto gli alberi ombrosi, In ricetti di canne e di paludi.
- Gli alberi ombrosi lo coprono con l’ombra loro; I salci de’ torrenti l’intorniano.
- Ecco, egli può far forza ad un fiume, sì che non corra; Egli si fida di potersi attrarre il Giordano nella gola.
- Prenderallo alcuno alla sua vista? Foreragli egli il naso, per mettervi de’ lacci?