Proverbi - Capitolo 25 - Giovanni Diodati Bibbia
- QUESTE ancora son sentenze di Salomone, le quali gli uomini di Ezechia, re di Giuda, raccolsero
- La gloria di Dio è di celar la cosa; Ma la gloria dei re è d’investigare la cosa.
- L’altezza del cielo, e la profondità della terra, E il cuor dei re, non si possono investigare
- Togli le schiume dell’argento, E ne riuscirà un vaso all’orafo.
- Rimuovi l’empio d’innanzi al re, E il trono di esso sarà stabilito con giustizia
- Non fare il vanaglorioso in presenza del re, E non istar nel luogo de’ grandi;
- Perciocchè val maglio che ti si dica: Sali qua; Che se tu fossi abbassato davanti al principe, Che gli occhi tuoi hanno veduto
- Non uscir subitamente alla contesa; Che talora alla fin d’essa tu non faccia qualche cosa, Quando il tuo prossimo ti avrà fatta vergogna.
- Dibatti la tua lite col tuo prossimo; Ma non palesare il segreto di un altro;
- Che talora chi ti ode non ti vituperi, E che la tua infamia non possa essere riparata
- La parola detta in modi convenevoli È simile a pomi d’oro tra figure d’argento.
- Il savio riprenditore ad un orecchio ubbidiente È un monile d’oro, ed un ornamento d’oro finissimo
- Il messo fedele è, a quelli che lo mandano, Come il fresco della neve in giorno di ricolta; E ristora l’anima de’ suoi padroni
- L’uomo che si gloria falsamente di liberalità È simile alle nuvole, ed al vento senza pioggia
- Il principe si piega con sofferenza, E la lingua dolce rompe le ossa
- Se tu trovi del miele, mangiane quanto ti basta; Che talora, se tu te ne satolli, tu nol vomiti fuori
- Metti di rado il piè in casa del tuo prossimo; Che talora egli non si sazii di te, e ti odii
- Un uomo che dice falsa testimonianza contro al suo prossimo È come un martello, una spada, ed una saetta acuta
- La confidanza che si pone nel disleale è, in giorno di afflizione, Un dente rotto, ed un piè dislogato
- Chi canta canzoni presso di un cuor dolente È come chi si toglie la vesta d’addosso in giorno di freddo, E come l’aceto sopra il nitro
- Se colui che ti odia ha fame, dagli da mangiar del pane; E se ha sete, dagli da bere dell’acqua;
- Perciocchè così tu gli metterai delle brace in su la testa; E il Signore te ne farà la retribuzione
- Il vento settentrionale dissipa la pioggia; E il viso sdegnoso la lingua che sparla di nascosto
- Meglio vale abitare sopra il canto di un tetto, Che con una moglie rissosa in casa comune
- Una buona novella di lontan paese È come acqua fresca alla persona stanca ed assetata
- Il giusto che vacilla davanti all’empio, È una fonte calpestata, ed una vena d’acque guasta
- Il mangiar troppo miele non è bene, E l’investigar colui che è la gloria degli uomini è cosa gloriosa
- L’uomo, il cui animo non ha ritegno alcuno, È una città sfasciata, senza mura