Proverbi - Capitolo 26 - Giovanni Diodati Bibbia
- Come la neve non si conviene alla state, Nè la pioggia al tempo della ricolta, Così la gloria non si conviene allo stolto
- Come il passero vaga, e la rondinella vola, Così la maledizione data senza cagione non avverrà
- La sferza al cavallo, ed il capestro all’asino, E il bastone al dosso degli stolti
- Non rispondere allo stolto secondo la sua follia; Che talora anche tu non gli sii agguagliato.
- Rispondi allo stolto, come si conviene alla sua follia; Che talora non gli paia d’esser savio
- Chi si taglia i piedi ne beve l’ingiuria; Così avviene a chi manda a far de’ messi per uno stolto.
- Lo zoppo zoppica delle sue due gambe; Così fa la sentenza nella bocca degli stolti.
- Chi dà gloria allo stolto Fa come chi gittasse una pietra preziosa in un mucchio di sassi.
- La sentenza nella bocca degli stolti È come una spina, che sia caduta in mano ad un ebbro
- I grandi tormentano ognuno, E prezzolano stolti, e salariano passanti
- Come il cane ritorna al suo vomito, Così lo stolto reitera la sua follia
- Hai tu veduto un uomo che si reputi savio? Vi è maggiore speranza d’uno stolto che di lui
- Il pigro dice: Il leopardo è in su la strada, Il leone è per le campagne
- Come l’uscio si volge sopra i suoi arpioni, Così si volge il pigro sopra il suo letto
- Il pigro nasconde la mano nel seno; Egli dura fatica a trarla fuori per recarsela alla bocca
- Al pigro par di esser savio, Più che sette che dànno risposte di prudenza
- Colui che passando trascorre in ira per una questione che non gli tocca, È come chi afferra un cane per gli orecchi
- Quale è colui che, infingendosi di scherzare, avventa razzi, Saette, e cose mortifere;
- Tale è colui che inganna il suo prossimo, E dice: Non ischerzo io?
- Il fuoco si spegne, quando mancano legne; Così le contese si acquetano, quando non vi son rapportatori.
- Il carbone è per far brace, e le legne per far fuoco; E l’uomo rissoso per accender contese.
- Le parole del rapportatore paiono lusinghevoli; Ma scendono fin dentro al ventre
- Le labbra ardenti, e il cuor malvagio, Son come schiuma d’argento impiastrata sopra un testo
- Chi odia s’infinge nel suo parlare, Ma cova la frode nel suo interiore;
- Quando egli parlerà di una voce graziosa, non fidartici; Perciocchè egli ha sette scelleratezze nel cuore.
- L’odio si copre con inganno; Ma la sua malignità sarà palesata in piena raunanza
- Chi cava una fossa caderà in essa; E se alcuno rotola una pietra ad alto, ella gli tornerà addosso
- La lingua bugiarda odia quelli ch’ella ha fiaccati; E la bocca lusinghiera produce ruina