Proverbi - Capitolo 8 - Giovanni Diodati Bibbia
- LA Sapienza non grida ella? E la Prudenza non dà ella fuori la sua voce?
- Ella sta in piè in capo de’ luoghi elevati, in su la via, Ne’ crocicchi.
- Ella grida presso alle porte, alla bocca della città, All’entrata degli usci delle case,
- Dicendo: Io grido a voi, o uomini principali; E la mia voce s’indirizza ancora al volgo.
- Semplici, intendete che cosa sia avvedimento; E voi stolti, intendete che cosa sia buon senno.
- Ascoltate; perciocchè io proporrò cose eccellenti; L’aprir delle mie labbra sarà di cose diritte.
- Conciossiachè il mio palato ragionerà di verità; Ma l’empietà è ciò che le mie labbra abbominano.
- Tutti i detti della mia bocca son con giustizia; In essi non vi è nulla di torto o di perverso.
- Essi tutti son diritti agl’intendenti, E bene addirizzati a coloro che hanno trovata la scienza.
- Ricevete il mio ammaestramento, e non dell’argento; E scienza, anzi che oro eletto.
- Perciocchè la sapienza è migliore che le perle; E tutte le cose le più care non l’agguagliano
- Io, la Sapienza, abito nell’avvedimento, E trovo la conoscenza de’ buoni avvisi.
- Il timor del Signore è odiare il male; Io odio la superbia, e l’alterezza, e la via della malvagità, E la bocca perversa.
- A me appartiene il consiglio e la buona ragione; Io son la prudenza; a me appartiene la forza.
- Per me regnano i re, Ed i rettori fanno statuti di giustizia.
- Per me signoreggiano i signori, Ed i principi, e tutti i giudici della terra.
- Io amo quelli che mi amano; E quelli che mi cercano mi troveranno.
- Ricchezze e gloria son meco; Beni permanenti e giustizia.
- Il mio frutto è migliore che oro, anzi che oro finissimo; E la mia rendita migliore che argento eletto.
- Io cammino per la via della giustizia, In mezzo de’ sentieri della dirittura;
- Per fare eredare il vero essere a quelli che mi amano, Ed empiere i lor tesori
- IL Signore mi possedeva al principio della sua via, Avanti le sue opere, ab eterno.
- Io sono stata costituita in principato ab eterno, Dal principio, avanti che la terra fosse.
- Avanti che fossero abissi, Nè fonti, nè gorghi d’acque, io fui prodotta.
- Io fui prodotta innanzi che i monti fossero profondati, Avanti i colli;
- Mentre egli non avea ancora fatta la terra, nè le campagne, Nè la sommità del terreno del mondo.
- Quando egli ordinava i cieli, io v’era; Quando egli disegnava il giro sopra la superficie dell’abisso;
- Quando egli fermava il cielo disopra; Quando egli fortificava le fonti dell’abisso;
- Quando egli poneva il suo termine al mare, Talchè le acque non possono trapassare il suo comandamento; Quando egli poneva i fondamenti della terra;
- Ed era appo lui come un allievo, Ed era le sue delizie tuttodì; Io mi sollazzava in ogni tempo nel suo cospetto.
- Io mi sollazzo nella parte abitata della sua terra; Ed i miei diletti sono co’ figliuoli degli uomini
- Ora dunque, figliuoli, ascoltatemi: Beati coloro che osservano le mie vie.
- Ascoltate l’ammaestramento, e diventate savi, E non lo schifate.
- Beato l’uomo che mi ascolta, Per vegliar tuttodì presso a’ miei usci; Per istare a guardia agli stipiti delle mie porte.
- Perciocchè chi mi trova, trova la vita, Ed ottiene benevolenza dal Signore.
- Ma chi pecca contro a me fa ingiuria all’anima sua; Tutti quelli che mi odiano amano la morte