Salmi - Capitolo 104 - Giovanni Diodati Bibbia
- BENEDICI, anima mia, il Signore; O Signore Iddio mio, tu sei sommamente grande; Tu sei vestito di gloria e di magnificenza.
- Egli si ammanta di luce come di una vesta; Egli tende il cielo come una cortina.
- Egli fa i palchi delle sue sale nelle acque; Egli pone le nuvole per suo carro: Egli passeggia sopra le ale del vento.
- Egli fa i venti suoi Angeli, E il fuoco divampante suoi ministri.
- Egli ha fondata la terra sulle sue basi; Giammai in perpetuo non sarà smossa.
- Tu l’avevi già coperta dell’abisso, come d’una vesta; Le acque si erano fermate sopra i monti.
- Esse fuggirono per lo tuo sgridare; Si affrettarono per la voce del tuo tuono;
- Erano salite sopra i monti; ma discesero nelle valli, Al luogo che tu hai loro costituito.
- Tu hai loro posto un termine, il qual non trapasseranno; E non torneranno a coprir la terra
- Egli è quel che manda le fonti per le valli, Onde esse corrono fra i monti;
- Abbeverano tutte le bestie della campagna; Gli asini salvatichi spengono la lor sete con esse.
- Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo; Fanno sentir di mezzo alle frondi le lor voci.
- Egli adacqua i monti dalle sue stanze sovrane; La terra è saziata del frutto delle sue opere.
- Egli fa germogliar l’erba per le bestie; E l’erbaggio per lo servigio dell’uomo, Facendo uscire della terra il pane.
- Egli rallegra il cuor dell’uomo col vino, Egli fa risplender la faccia coll’olio, E sostenta il cuor dell’uomo col pane.
- Gli alberi del Signore ne son saziati; I cedri del Libano ch’egli ha piantati;
- Dove gli uccelli si annidano; Gli abeti, che son la stanza della cicogna.
- Gli alti monti sono per li cavriuoli; Le rocce sono il ricetto de’ conigli
- Egli ha fatta la luna per le stagioni; Il sole conosce il suo occaso.
- Tu mandi le tenebre, ed e’ si fa notte, Nella quale tutte le fiere delle selve vanno attorno.
- I leoncelli rugghiano dietro alla preda, E per chiedere a Dio il lor pasto.
- Ma, tosto ch’è levato il sole, si raccolgono, E giacciono ne’ lor ricetti.
- Allora l’uomo esce alla sua opera, Ed al suo lavoro, infino alla sera.
- Quanto grandi sono, o Signore, le tue opere! Tu le hai tutte fatte con sapienza; La terra è piena de’ tuoi beni.
- Ecco, il mar grande ed ampio: Quivi son rettili senza numero, Amimali piccoli e grandi.
- Quivi nuotano le navi, E il Leviatan che tu hai formato per ischerzare in esso.
- Tutti gli animali sperano in te, Che tu dii loro il lor cibo al suo tempo.
- Se tu lo dài loro, lo ricolgono; Se tu apri la tua mano, son saziati di beni.
- Se tu nascondi la tua faccia, sono smarriti; Se tu ritiri il fiato loro, trapassano, E ritornano nella lor polvere.
- Se tu rimandi il tuo spirito son creati; E tu rinnuovi la faccia della terra
- Sia la gloria del Signore in eterno; Rallegrisi il Signore nelle sue opere;
- Il quale se riguarda verso la terra, ella trema; Se tocca i monti, essi fumano.
- Io canterò al Signore, mentre viverò; Io salmeggerò all’Iddio mio, tanto che io durerò.
- Il mio ragionamento gli sarà piacevole, Io mi rallegrerò nel Signore.
- Vengano meno i peccatori d’in su la terra, E gli empi non sieno più. Anima mia, benedici il Signore. Alleluia