Testamenti

Giobbe - Capitolo 13 - La Nuova Diodati 1991

  1. »Ecco, tutto questo il mio occhio l’ha visto, e il mio orecchio l’ha udito e l’ha compreso.
  2. Quel che voi sapete lo so anch’io, non sono da meno di voi.
  3. Ma vorrei parlare all’Onnipotente, avrei piacere di discutere con Dio;
  4. perché voi siete dei fabbricanti di menzogne, siete tutti medici da nulla.
  5. Oh, se taceste del tutto, questo sarebbe la vostra sapienza.
  6. Ascoltate ora la mia difesa e fate attenzione alle dichiarazioni delle mie labbra.
  7. Volete forse parlare iniquamente in difesa di Dio e parlare in suo favore con inganno?
  8. Vorreste usare parzialità con lui o patrocinare una causa per Dio?
  9. Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse, o vi beffate di lui come ci si beffa di un uomo?
  10. Certamente egli vi riprenderà, se in segreto usate parzialità.
  11. La sua maestà non vi incuterà forse paura e il suo terrore non piomberà su di voi?
  12. I vostri detti memorandi sono massime di cenere, i vostri migliori argomenti non sono che argomenti d’argilla.
  13. Tacete e lasciate parlare me e mi avvenga poi quel che vuole.
  14. Perché dovrei tenere la mia carne con i denti, e mettere la mia vita nelle mie mani?
  15. Ecco, egli mi ucciderà, non ho piú speranza, tuttavia difenderò in faccia a lui la mia condotta.
  16. Egli sarà anche la mia salvezza perché un empio non ardirebbe presentarsi a lui.
  17. Ascoltate attentamente il mio discorso e le mie dichiarazioni con i vostri orecchi.
  18. Ecco, io ho preparato la mia causa; so che sarò riconosciuto giusto.
  19. Chi vuole dunque contendere con me? Perché allora tacerei e morirei.
  20. Soltanto non fare due cose con me, e non mi nasconderò dalla tua presenza:
  21. ritira da me la tua mano, e il tuo terrore non mi spaventi piú.
  22. Poi chiamami pure e io risponderò, oppure parlerò io e tu risponderai.
  23. Quante sono le mie colpe e i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione e il mio peccato!
  24. Perché nascondi il tuo volto e mi consideri come un tuo nemico?
  25. Vuoi forse spaventare una foglia sospinta qua e là e dar la caccia a della paglia secca?
  26. Perché tu scrivi contro di me cose amare e mi fai pesare l’eredità delle colpe della mia giovinezza?
  27. Tu metti i miei piedi nei ceppi e osservi attentamente le mie vie; tu stabilisci un limite per la pianta dei miei piedi.
  28. Intanto il mio corpo si disfa come un oggetto rotto, come un vestito corroso dalle tarme«.