Giobbe - Capitolo 39 - La Nuova Diodati 1991
- Conosci tu il tempo in cui partoriscono le capre delle rocce o hai forse osservato il parto delle cerve?
- Sai tu contare i mesi in cui portano a termine la loro gravidanza, o conosci tu il tempo in cui devono partorire?
- Si accovacciano e danno alla luce i loro piccoli, mettendo cosí fine alle loro doglie.
- I loro piccoli si fanno forti, crescono allaperto, se ne vanno e non ritornano piú da esse.
- Chi lascia andar libero lonàgro, chi ha sciolto i legami allasino selvatico,
- al quale ho assegnato come dimora il deserto e la terra salata per abitazione?
- Egli disprezza il frastuono della città e non ode grida di alcun padrone.
- Le ampie distese di montagna sono il suo pascolo, e va in cerca di tutto ciò che è verde.
- Il bufalo è forse disposto a servirti o a passare la notte presso la tua mangiatoia?
- Puoi forse legare il bufalo con la corda per arare nel solco, o erpicherà le valli dietro a te?
- Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande, o lascerai a lui il tuo lavoro
- Conterai su di lui per portare a casa il tuo grano e per ammassarlo sullaia?
- Le ali dello struzzo sbattono festosamente, ma non sono certo le ali e le piume della cicogna.
- Esso infatti abbandona le proprie uova per terra e le lascia riscaldare nella polvere,
- dimenticando che un piede può schiacciarle o una bestia dei campi calpestarle.
- Tratta duramente i suoi piccoli, come se non fossero suoi; ma la sua fatica senza alcun interesse è vana,
- perché Dio la privato di sapienza e non gli ha impartito intelligenza.
- Ma quando si alza in piedi per scappare, si beffa del cavallo e del suo cavaliere.
- Sei tu che hai dato al cavallo la forza e che hai rivestito il suo collo con una fremente criniera?
- Sei tu che lo fai saltare come una locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento.
- Scalpita nella valle rallegrandosi nella sua forza; e si slancia in mezzo alla mischia di armi.
- Sprezza la paura e non teme, né indietreggia davanti alla spada.
- Su di lui risuona la faretra, la folgorante lancia e il giavellotto.
- Con ardore e impeto divora le distanze e non sta piú fermo quando suona la tromba.
- Al primo squillo di tromba dice: »Aha!« e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capitani e il grido di guerra.
- E forse per la tua intelligenza che si alza in volo lo sparviero e spiega le sue ali verso il sud?
- E al tuo comando che laquila si leva in alto e fa il suo nido nei luoghi elevati
- Abita sulle rocce e rimane su rupi scoscese.
- Da lassú spia la preda e i suoi occhi scrutano lontano.
- I suoi piccoli succhiano sangue e dove sono gli uccisi, là essa si trova«.