Giobbe - Capitolo 41 - La Nuova Diodati 1991
- Puoi tu tirar fuori il Leviathan con lamo o tener ferma la sua lingua con una corda?
- Puoi tu mettergli un giunco nelle narici o forargli la mascella con un uncino?
- Ti farà egli molte suppliche o ti rivolgerà parole dolci?
- Farà egli un patto con te, perche tu lo prenda come servo per sempre?
- Scherzerai tu con lui come con un uccello o lo terrai al guinzaglio per le tue fanciulle?
- I tuoi amici faranno con lui splendidi intrattenimenti o lo spartiranno forse tra i mercanti?
- Puoi tu coprire la sua pelle di dardi o la sua testa con arpioni?
- Mettigli le mani addosso, ti ricorderai del combattimento e non ci riproverai.
- Ecco, la speranza di chi lassale è ingannevole; al solo vederlo uno è atterrito.
- Nessuno è tanto audace da osare di provocarlo. Chi dunque è in grado di stare fermo davanti a me?
- Chi mi ha reso per primo un servizio, perché lo debba ripagare? Qualunque cosa sotto tutti i cieli è mia.
- Non passerò sotto silenzio le sue membra, la sua grande forza e la bellezza della sua armatura.
- Chi può spogliarlo della sua corazza, e chi può avvicinarlo con una doppia briglia?
- Chi può aprire le porte della sua bocca, circondata comè dal terrore dei suoi denti?
- Superbe sono le file dei suoi scudi, strettamente saldati come da un sigillo.
- Luno è cosí vicino allaltro che tra loro non passa neppure laria.
- Sono attaccati gli uni agli altri, saldamente uniti insieme, e non possono separarsi,
- I suoi starnuti danno guizzi di luce e i suoi occhi sono come le palpebre dellaurora.
- Dalla sua bocca escono vampate, sprizzano scintille di fuoco.
- Dalle sue narici esce fumo, come da una pentola bollente o da un calderone.
- Il suo alito incendia carboni e dalla sua bocca escono fiamme.
- La forza risiede nel suo collo e davanti a lui danza il terrore.
- Le parti flosce della sua carne sono ben compatte, sono ben salde su di lui e non si muovono.
- Il suo cuore è duro come una pietra, duro come la parte inferiore della macina.
- Quando si rizza, i forti hanno paura, e per il terrore restano smarriti.
- La spada che lo raggiunge non gli fa nulla, e neppure la lancia, la freccia e il giavellotto.
- Considera il ferro come paglia e il bronzo come legno tarlato.
- La freccia non lo mette in fuga; le pietre della fionda per lui diventano stoppia.
- Le mazze gli sembrano paglia, si fa beffe del vibrare della lancia.
- Al di sotto ha punte acuminate e lascia come tracce derpice sul fango.
- Fa bollire labisso come una caldaia e fa del mare come un vaso di unguento.
- Si lascia dietro una scia di luce e labisso sembra coperto di canizie.
- Sulla terra non cè nulla simile a lui, che è stato fatto senza paura alcuna.
- Guarda in faccia tutti gli esseri alteri; egli è il re su tutte le fiere più superbe«.