Giobbe - Capitolo 18 - La Nuova Diodati 1991
- Allora Bildad di Shuah rispose e disse:
- »Quando porrai fine alle parole? Acquista intendimento e poi parleremo.
- Perché siamo considerati come bestie e ritenuti spregevoli ai tuoi occhi?
- Tu che laceri te stesso nella tua ira, dovrebbe la terra essere abbandonata per causa tua o la roccia essere rimossa dal suo posto?
- Sí, la luce del malvagio si spegne e la fiamma del suo fuoco non brilla piú.
- La luce nella sua tenda si oscura e la sua lampada sopra di lui si estingue.
- I suoi passi vigorosi si raccorciano e i suoi stessi disegni lo portano in rovina.
- Poiché i suoi piedi lo spingono nella rete e andrà ad incappare in un laccio.
- Una trappola lo afferra per il calcagno e un laccio lo trattiene saldamente.
- Per lui cè un laccio nascosto in terra e una trappola sul sentiero.
- Terrori lo spaventano da ogni lato e lo incalzano ad ogni passo.
- La sua forza viene meno per la fame e la rovina è pronta a colpirlo al suo fianco.
- Divora pezzi della sua pelle; il primogenito della morte divora le sue membra.
- Egli è strappato dalla sua tenda che riteneva sicura ed è condotto davanti al re degli spaventi.
- Nella sua tenda dimora chi non è dei suoi, e sulla sua casa si sparge zolfo.
- In basso le sue radici si seccano, e in alto i suoi rami sono recisi.
- Il suo ricordo scompare dalla terra e non si farà piú il suo nome per le strade
- E sospinto dalla luce nelle tenebre ed è scacciato dal mondo.
- Non ha né figli né discendenza tra il suo popolo e nessun superstite nella sua dimora.
- Della sua fine rimangono stupiti quelli che lhanno seguito e sono spaventati quelli che lhanno preceduto.
- Proprio cosí sono le dimore dei malvagi e questo è il luogo di chi non conosce Dio«.