Testamenti

Giobbe - Capitolo 18 - La Nuova Diodati 1991

  1. Allora Bildad di Shuah rispose e disse:
  2. »Quando porrai fine alle parole? Acquista intendimento e poi parleremo.
  3. Perché siamo considerati come bestie e ritenuti spregevoli ai tuoi occhi?
  4. Tu che laceri te stesso nella tua ira, dovrebbe la terra essere abbandonata per causa tua o la roccia essere rimossa dal suo posto?
  5. Sí, la luce del malvagio si spegne e la fiamma del suo fuoco non brilla piú.
  6. La luce nella sua tenda si oscura e la sua lampada sopra di lui si estingue.
  7. I suoi passi vigorosi si raccorciano e i suoi stessi disegni lo portano in rovina.
  8. Poiché i suoi piedi lo spingono nella rete e andrà ad incappare in un laccio.
  9. Una trappola lo afferra per il calcagno e un laccio lo trattiene saldamente.
  10. Per lui c’è un laccio nascosto in terra e una trappola sul sentiero.
  11. Terrori lo spaventano da ogni lato e lo incalzano ad ogni passo.
  12. La sua forza viene meno per la fame e la rovina è pronta a colpirlo al suo fianco.
  13. Divora pezzi della sua pelle; il primogenito della morte divora le sue membra.
  14. Egli è strappato dalla sua tenda che riteneva sicura ed è condotto davanti al re degli spaventi.
  15. Nella sua tenda dimora chi non è dei suoi, e sulla sua casa si sparge zolfo.
  16. In basso le sue radici si seccano, e in alto i suoi rami sono recisi.
  17. Il suo ricordo scompare dalla terra e non si farà piú il suo nome per le strade
  18. E’ sospinto dalla luce nelle tenebre ed è scacciato dal mondo.
  19. Non ha né figli né discendenza tra il suo popolo e nessun superstite nella sua dimora.
  20. Della sua fine rimangono stupiti quelli che l’hanno seguito e sono spaventati quelli che l’hanno preceduto.
  21. Proprio cosí sono le dimore dei malvagi e questo è il luogo di chi non conosce Dio«.