Giobbe - Capitolo 29 - La Nuova Diodati 1991
- Giobbe riprese il suo discorso e disse:
- »Oh, potessi essere come nei mesi di un tempo, come nei giorni in cui Dio mi proteggeva,
- quando la sua lampada brillava sopra il mio capo e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre;
- comero ai giorni della mia maturità, quando il consiglio segreto di Dio vegliava sulla mia tenda,
- quando lOnnipotente era ancora con me e i miei figli mi stavano intorno;
- quando mi lavavo i piedi nel burro e la roccia versava per me ruscelli dolio.
- Quando uscivo verso la porta della città e rizzavo il mio seggio in piazza,
- i giovani, al vedermi, si tiravano in disparte, i vecchi si alzavano e rimanevano in piedi;
- i principi smettevano di parlare e si mettevano la mano alla bocca;
- la voce dei capi si smorzava e la loro lingua si attaccava al palato.
- Lorecchio che mi udiva, mi proclamava beato, e locchio che mi vedeva, mi rendeva testimonianza,
- perché liberavo il povero che gridava in cerca di aiuto, e lorfano che non aveva alcuno che laiutasse.
- La benedizione del morente scendeva su di me e facevo esultare il cuore della vedova.
- Avevo indossato la giustizia ed essa mi rivestiva; la mia equità mi faceva da mantello e turbante.
- Ero occhi per il cieco e piedi per lo zoppo;
- ero un padre per i poveri e investigavo il caso che non conoscevo.
- Spezzavo le mascelle del malvagio e strappavo dai suoi denti la preda.
- E pensavo: »Morirò nel mio nido e moltiplicherò i miei giorni come la sabbia;
- le mie radici si stenderanno verso le acque, la rugiada rimarrà tutta la notte sul mio ramo;
- la mia gloria sarà sempre nuova in me e il mio arco acquisterà nuova forza nella mia mano.
- Gli astanti mi ascoltavano in aspettazione e tacevano per udire il mio consiglio.
- Dopo che avevo parlato non replicavano, e le mie parole cadevano su di loro come gocce di rugiada.
- Mi aspettavano come si aspetta la pioggia e spalancavano la loro bocca come per lultima pioggia.
- Io sorridevo loro quando erano sfiduciati, e non potevano sminuire la luce del mio volto.
- Quando andavo da loro, mi sedevo come capo e stavo come un re tra le sue schiere, come uno che consola gli afflitti«.