Giobbe - Capitolo 34 - La Nuova Diodati 1991
- Elihu riprese a parlare e disse:
- »Ascoltate, o saggi, le mie parole, e voi, dotti, prestatemi orecchio!
- Poiché lorecchio esamina le parole, come il palato assapora i cibi.
- Scegliamo noi stessi ciò che è giusto, riconosciamo fra noi ciò che è buono.
- Poiché Giobbe ha detto: Sono giusto ma Dio ha tolto via la mia giustizia.
- Dovrei mentire contro la mia giustizia? La mia ferita è incurabile, benché sia senza peccato".
- Chi è come Giobbe, che beve la derisione come lacqua,
- che cammina in compagnia dei malfattori e vada assieme ai malvagi?
- Poiché ha detto: »Non giova nulla alluomo riporre il proprio diletto in DIO
- Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio liniquità e dallOnnipotente la malvagità!
- Poiché egli rende alluomo secondo le sue opere e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta.
- Certamente Dio non compie il male e lOnnipotente non sovverte la giustizia.
- Chi gli ha affidato la cura della terra, o chi lo ha costituito sul mondo intero?
- Se Dio dovesse decidere in cuor suo di ritirare a sé il suo Spirito e il suo soffio,
- ogni carne perirebbe assieme, e luomo ritornerebbe in polvere,
- Se hai intendimento, ascolta questo, porgi orecchio a ciò che ti dico.
- Uno che odia la giustizia potrebbe governare? Osi tu condannare il Giusto, il Potente?
- Lui che dice a un re, »Sei spregevole« e ai principi: »Siete malvagi«.
- Ma egli non usa alcuna parzialità con i grandi né considera il ricco piú del povero, perché sono tutti opera delle sue mani.
- In un attimo, essi muoiono nel cuore della notte la gente è scossa e scompare, i potenti son portati via senza mano duomo.
- Poiché egli tiene gli occhi sulle vie delluomo, e vede tutti i suoi passi.
- Non vi sono tenebre né ombra di morte, dove possano nascondersi i malfattori.
- Dio infatti non ha bisogno di osservare a lungo un uomo prima di farlo comparire davanti a sé in giudizio.
- Egli fiacca i potenti senza fare inchiesta e ne mette altri al loro posto.
- Poiché conosce le loro opere, li abbatte nella notte e sono distrutti;
- li colpisce come gente malvagia alla vista di tutti.
- perché si sono allontanati da lui senza prestare attenzione alle sue vie,
- fino a far giungere a lui il grido a del povero, perché egli ode il grido degli afflitti.
- Quando Dio dà tranquillità, chi lo condannerà? Quando nasconde il suo volto, chi potrà vederlo, sia contro unintera nazione o un sol uomo,
- per impedire allempio di regnare e al popolo di essere preso da lacci?
- Può uno dire a Dio: »Io porto la mia pena non farò piú il male;
- mostrami ciò che non riesco a vedere; se ho commesso qualche iniquità, non lo farò piú"?
- Dovrebbe egli ricompensare in base alle tue condizioni, perché tu rifiuti il suo giudizio? Tu devi scegliere e non io; perciò di ciò che sai.
- La gente assennata, come ogni uomo saggio che mi ascolta, mi dirà:
- "Giobbe parla senza intendimento, le sue parole sono prive di sapienza
- Sia dunque Giobbe provato sino alla fine, perché le sue risposte sono come quelle degli uomini malvagi,
- perché aggiunge al suo peccato la ribellione, batte le mani in mezzo a noi e moltiplica le sue parole contro Dio«.