Giobbe - Capitolo 6 - La Nuova Diodati 1991
- Allora Giobbe rispose e disse:
- »Ah, se il mio dolore fosse interamente pesato, e la mia sventura si mettesse insieme sulla bilancia,
- sarebbe certamente piú pesante della sabbia del mare! Per questo le mie parole sono state sconsiderate.
- Poiché le frecce dellOnnipotente sono dentro di me, il mio spirito ne beve il veleno; I terrori di Dio sono schierati contro di me.
- Lasino selvatico raglia forse di fronte allerba, o muggisce il bue davanti al suo foraggio?
- Si mangia forse un cibo insipido senza sale?, o cè qualche gusto nel chiaro duovo?
- La mia anima rifiuta di toccare simili cose, esse sono per me come un cibo ripugnante.
- Oh, potessi avere ciò che chiedo, e Dio mi concedesse ciò che spero!
- Volesse Dio schiacciarmi, stendere la sua mano e distruggermi!
- Ho tuttavia questa consolazione ed esulto nei dolori che non mi risparmiano, perchè non ho nascosto le parole del Santo.
- Qual è la mia forza, perché possa ancora sperare, e qual è la mia fine perché debba prolungare la mia vita?
- La mia forza è forse quella delle pietre, o la mia carne di bronzo?
- Non e il mio aiuto dentro di me, e la sapienza allontanata da me?
- A colui che è afflitto, lamico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dellOnnipotente.
- Ma i miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, come lacqua dei torrenti che svaniscono.
- Sintorbidiscono a motivo del ghiaccio, e in essi la neve si nasconde,
- ma nella stagione calda svaniscono con il calore estivo scompaiono dal loro posto.
- Il percorso del loro cammino devia si inoltrano nel deserto e si dissolvono.
- Le carovane di Tema li cercano attentamente, i viandanti di Sceba sperano In essi,
- ma rimangono delusi nonostante la loro aspettativa; quando vi giungono rimangono confusi.
- Ora per me voi siete lo stesso, vedete il mio sgomento e avete paura.
- Vi ho forse detto: »datemi qualcosa, o fatemi un regalo preso dai vostri beni«.
- O liberatemi dalle mani del nemico o riscattatemi dalle mani dei violenti
- Istruitemi, starò in silenzio; fatemi capire in che cosa ho sbagliato.
- Quanto sono efficaci le parole rette! Ma che cosa provano i vostri argomenti?
- Intendete forse censurare le mie parole e i discorsi di un disperato, che sono come il vento?
- Voi gettereste la sorte anche su un orfano e scavereste una fossa per il vostro amico.
- Ma ora degnatevi di guardarmi, perché non mentirò davanti a voi.
- Ricredetevi, vi prego, non si faccia ingiustizia! Sì ricredetevi, perché cè di mezzo la mia giustizia.
- Cè forse iniquità sulla mia lingua o il mio palato non distingue piú le sventure?«.