Giobbe - Capitolo 19 - La Nuova Diodati 1991
- Allora Giobbe rispose e disse:
- »Fino a quando affliggerete la mia anima e mi opprimerete coi vostri discorsi?
- Sono già dieci volte che mi schernite e non vi vergognate di offendermi.
- Anche se fosse vero che ho mancato, il mio errore riguarderebbe me solo.
- Ma se proprio volete insuperbire contro di me rimproverandomi loggetto della mia vergogna.
- sappiate allora che Dio mi ha trattato ingiustamente e mi ha avvolto nelle sue reti
- Ecco, io grido: »Violenza!« ma non ho alcuna risposta; grido per aiuto, ma non cè giustizia!
- Mi ha sbarrato la strada e cosí non posso passare; ha sparso le tenebre sul mio cammino.
- Mi ha spogliato del mio onore e mi ha tolto dal capo la corona.
- Mi ha demolito da ogni lato e io me ne vado; ha sradicato come un albero la mia speranza.
- La sua ira si è accesa contro di me e mi considera come suo nemico,
- Le sue schiere sono venute tutte insieme e hanno costruito la loro strada contro di me, si sono accampate intorno alla mia tenda.
- Egli ha allontanato da me i miei fratelli, e i miei conoscenti si sono interamente estraniati da me.
- I miei parenti mi hanno abbandonato e i miei intimi amici mi hanno dimenticato.
- I miei domestici e le mie serve mi trattano come un estraneo, ai loro occhi sono un forestiero.
- Chiamo il mio servo, ma egli non risponde; devo supplicarlo con la mia bocca.
- Il mio fiato è ripugnante per mia moglie, e sono nauseante ai figli del mio stesso grembo.
- Persino i bambini mi disprezzano; e provo ad alzarmi, parlano contro di me.
- Tutti gli amici piú intimi mi hanno in orrore, e quelli che amavo si sono rivoltati contro di me.
- Le mie ossa si attaccano alla mia pelle e alla mia carne e non mi è rimasto che la pelle dei denti.
- Pietà di me, pietà di me, almeno voi amici miei, perché la mano di Dio mi ha colpito.
- Perché mi perseguitate come fa Dio e non siete mai sazi della mia carne?
- Oh, se le mie parole fossero scritte oh, se fossero incise in un libro;
- se fossero scolpite per sempre su una roccia con uno stilo di ferro e col piombo!
- Ma io so che il mio Redentore, vive e che alla fine si leverà sulla terra.
- Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, nella mia carne vedrò Dio.
- Lo vedrò io stesso; i miei occhi lo contempleranno, e non un altro. Il mio cuore si strugge dentro di me.
- Se dite: »Perché lo perseguitiamo?« quando la radice di questi mali si trova in me,
- temete per voi stessi la spada, perché lira porta la punizione della spada, affinché sappiate che cè un giudizio«