Testamenti

Giobbe - Capitolo 35 - La Nuova Diodati 1991

  1. Elihu continuò a parlare e disse:
  2. »Ti pare una cosa giusta quando dici: »Sono piú giusto di Dio«?
  3. Infatti hai detto: »che ti giova? Quale utilità avrei del mio peccato?«.
  4. Risponderò io a te e ai tuoi amici assieme a te.
  5. Contempla il cielo e osserva; guarda le nuvole, che sono piú alte di te.
  6. Se pecchi, che effetto ha su di lui? Se moltiplichi i tuoi misfatti, che danno gli arrechi?
  7. Se sei giusto, che cosa gli dai, o che cosa riceve dalla tua mano?
  8. La tua malvagità può solamente nuocere a un uomo come te, e la tua giustizia può solamente giovare a un figlio d’uomo.
  9. Si grida per il gran numero delle oppressioni, si grida in cerca di aiuto a motivo della forza dei potenti;
  10. ma nessuno dice: »Dov’è Dio, il mio creatore, che nella notte concede canti di gioia,
  11. che a noi insegna piú cose che alle bestie dei campi e ci fa piú saggi degli uccelli del cielo?
  12. Cosí si grida, ma egli non risponde a motivo della superbia dei malvagi.
  13. Certamente Dio non darà ascolto a discorsi vuoti, e l’Onnipotente non vi farà attenzione.
  14. Anche se tu dici di non vederlo, la tua causa sta davanti a lui, e tu devi aspettarlo.
  15. Ma ora, perché nella sua ira non punisce e non fa troppo caso alle trasgressioni,
  16. Giobbe apre inutilmente le labbra e accumula parole senza senno«.